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Intervista a Giorgio Tave in merito al DDL Carlucci

Ciao Giorgio e grazie mille per la disponibilità…

Ti occupi da anni del mondo legato ad internet, sei stato uno dei primi ad occuparti di Internet MKT in Italia e la tua community

cresce ogni giorno. Pensi che sia possibile regolamentare in modo corretto questa realtà?

Sono molto preoccupato.

La regolamentazione di Internet sta diventando una corsa contro il tempo in Italia per cercare di trovare soluzioni per porre limiti apparentemente contro gli abusi, ma verosimilmente per contenere le libertà d’espressione.

Da quanto fino ad ora presentato è chiaro che non è mai stato effettuato uno studio serio sull’applicabilità di ciò che si presenta.

C’è quindi il rischio che in Italia passino leggi inapplicabili o comunque censorie, con grossi danni per tutti.

E’ possibile riuscire a studiare regolamentazioni, visto che l’attuale vuoto normativo ha portato all’estremo alcune situazioni, ma questo deve essere effettuato con la collaborazione di esperti e specialisti del settore, non dal primo politico che capita, che spesso non sa neppure accendere un computer.

Il rischio appare dunque altissimo per l’Italia e per lo sviluppo della rete in quanto al momento si fa davvero tanta fatica a creare progetti sul web, ad esempio per la difficoltà nel raggiungere l’indipendenza economica di chi vorrebbe realizzare progetti e per la poca conoscenza del mezzo che hanno i nostri cittadini.

Sembrano cose da nulla, invece sono gravissime.

Grazie a questi due fattori l’Italia ha un divario sui progetti web con il resto del mondo che è spaventoso e non consente a progetti Italiani di imporsi sul web mondiale.

Per fare un paragone, è come se gli imprenditori e le aziende Italiane non avessero a disposizione strumenti per esportare all’estero.

E sono preoccupato proprio per questo, perchè al momento la tentazione dei politici è di creare leggi che finirebbero col mettere ancor più in difficoltà quei pochi imprenditori capaci di operare oggi in Internet in modo positivo.

Chi mai si sognerebbe ad esempio di fare leggi che stravolgono il settore della Sanità senza prima interpellare le associazioni di categoria per studiare attentamente i vari aspetti e le possibili ripercussioni?

Io auspico un Internet più responsabile, dove chi commette reati venga punito.

Ma questo è già in larga parte fattibile con le leggi vigenti e l’implementazione di nuove regole può solo soddisfare soggettivi bisogni di singoli politici, come i vari progetti resi noti stanno confermando.


Sei sicuramente a conoscenza dei vari ddl ed emendamenti che stanno provando a fare per assicurarsi che ci sia una regolamentazione

delle informazioni immesse in rete. Cosa pensi sia necessario fare? Quale ritieni sia la priorità in questo momento?

Le leggi e le normative esistono e basterebbe applicarle ma è qui il nostro problema. La lentezza e la burocratizzazione del sistema impedisce a chi opera in internet di essere tutelato. In America alcuni Social Network hanno bloccato e vinto cause importanti contro spammer e cracker in pochi mesi, in Italia ci vogliono anni solo per iniziare il processo.

Ma i tentativi di regolamentazione sino ad ora ventilati sono in grado solo di rendere ancor più ferraginoso l’intervento, complicando ancor di più la già difficile situazione.


Credi che una legge come quella proposta dal DDL Carlucci possa veramente dare un esito positivo e allo stesso tempo tutelare tutti?

No.La Legge Carlucci è l’ennesimo tentativo di controllare Internet, perdipiù scaturito dal fastidio di avere pubbliche informazioni reali ma scomode sul proprio conto.

Viene proposta come una legge anti-pedofilia, ma non c’è neanche una riga riguardante la pedofilia della quale evidentemente a loro non importa nulla.

Quando penso all’Italia ed al Web, vedo i Governi che propongono solo leggi per limitarne la libertà d’espressione, mentre in USA si va in una direzione esattamente opposta, offrendo attenzioni, incentivi e nuovi spazi a chi opera in rete.

E sopratutto una attenzione primaria per la rete nelle scuole.

Da noi purtroppo non potrebbe mai nascere un Google.


Da utente, credi che si possa fare qualcosa di più mirato?

Io penso che i nostri politici italiani di oggi, tutti, non abbiano assolutamente nè la volontà nè le le condizioni per fare nulla per tutelare l’utenza, ma solo sè stessi. Per questo, la speranza è che non riescano ad intervenire.


Da profondo conoscitore anche delle realtà estere in tema di internet, che differenze trovi tra l’Italia e gli altri stati nella gestione dell’argomento privacy? E sui diritti d’autore?

Basta leggere le notizie sugli accordi che si creano tra i grandi portali e le varie case produttici di Film o Musica, per la corretta diffusione sul web dei loro prodotti.

Qui facciamo il contrario, ovvero la corretta rimozione dei contenuti dal web.


Credi sarebbe possibile istituire un tavolo di lavoro con il governo per arrivare ad una legge che consideri anche il punto di vista di chi internet lo utilizza?

La risposta l’ha già data più volte questo Governo. Hanno fatto sviluppare leggi ad incompetenti che non conoscono internet, convinti che sia solo una strana via di mezzo tra la radio e la tv ma meno controllabile, arrivando a proporre ingarbugliate ed inapplicabili soluzioni. E chiunque abbia un minimo di conoscenza della rete ne è rimasto semplicemente inorridito; hanno ricevuto critiche anche in modo ufficiale da Google.

Quindi al momento vedo due ipotesi:

1. vogliono imporre leggi finalizzate esclusivamente ai loro interessi.

2. sono ancora in fase confusionale e continuano a proporre intrugli inapplicabili.

Temo maggiormente la prima.



Più avanza la nostra inchiesta, più le ipotesi dei maggiori esperti in materia sembrano vertere verso una tendenza ad aspettarsi il peggio dai decreti proposti dal nostro governo.

Cosa dobbiamo sperare dunque? Di aver mal interpretato o che i decreti proposti non passino?

Torneremo sull’argomento ancora e ancora, sino a che sarà necessario per far luce (o sino a che avremo modo di parlare liberamente)